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A seguito di un accordo stipulato tra i due enti, il comune di Capaccio è stato scelto quale capofila, ed in tale veste ha presentato il progetto di riqualificazione ambientale di due aree litoranee nei pressi della foce del Sele, poste tra la strada provinciale n. 175 e la spiaggia, a ridosso della pineta.
Esso si integra, anzi ne costituisce il naturale completamento – almeno nel territorio di Eboli, con il progetto del P.I.T. “ Recupero paesaggistico e qualificazione turistica della fascia costiera”, che prevede la sistemazione del settore compreso tra la pista ciclabile e la provinciale, con la conseguente riqualificazione delle vie di penetrazione verso il mare.
In accordo con quanto previsto dal bando di attuazione della misura 1.9, il progetto ha visto, nella fase materiale, interventi compresi nella sottoazione a2, quali sentieristica, piccole aree attrezzate, miglioramento dell’accessibilità e cartellonistica; tutti sono stati ispirati dai seguenti criteri:
- “leggerezza” nella valorizzazione ecocompatibile;
- integrazione con i processi già avviati da altri progetti sul territorio;
- utilizzo di fonti rinnovabili;
- uso di legno di recupero e/o dotato di certificazione di provenienza da coltivazioni ecosostenibili;
- utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica, quali la semina e il rivestimento per inerbimento delle dune, prevista dal Decreto del Presidente della Giunta della Regione Campania n. 574 del 22 luglio 2002 “Regolamento per l’attuazione degli interventi di ingegneria naturalistica nel territorio della Regione Campania”;
- bonifica dell’area interessata.
Nel territorio di Capaccio si è scelta un’area particolarmente degradata, posta nei pressi della foce del Sele, a ridosso della fascia costiera, solo in parte coperta dalla pineta.
All’interno di tale area il progetto ha visto la realizzazione di una sentieristica che oltre a permettere l’accesso riparato alla spiaggia, costituisce un percorso vita, lungo il quale si snodano venti piazzole dotate di attrezzi ginnici idonei alle esercitazioni; in particolare l’ultimo tratto del percorso, vista la prossimità alla duna, costituisce una suggestiva passeggiata vista mare. Il sentiero, delineato attraverso la pulizia di una fascia larga 2,50 m consistente nella rimozione di vegetazione, rifiuti e massi, è delimitato, in alcuni tratti, da una semplice staccionata costituita da montanti in pali in pino autoclavato.
All’interno della stessa area, si è realizzata un’area attrezzata con giochi per bimbi posta a ridosso della strada e da questa separata attraverso una staccionata lignea, nonché un’area pic-nic munita di gruppi panche-tavoli disposti sotto pergole in legno per proteggerli dal sole, e cestini portarifiuti per la raccolta differenziata.
Il tratto di strada di accesso è illuminato con sistemi ad isola per illuminazione pubblica ad energia fotovoltaica.
Nel territorio di Eboli, in continuità come già detto con il progetto del P.I.T., si è invece provveduto alla sistemazione di una delle vie di accesso al mare (spartifuoco), con la sostituzione della preesistente recinzione in rete metallica e pali in cls prefabbricato con una barriera in legno, per una lunghezza di oltre 400 m, in continuità con il sistema già in essere per la pista ciclabile. Dal punto di arrivo dello spartifuoco alla spiaggia si snodano, rispettivamente uno verso a nord e l’altro verso sud, al di sotto della pineta, due sentieri che raggiungono gli altri viali di penetrazione e consentono, peraltro, l’accesso alle spiagge intermedie. Ancora una volta, come per Capaccio, tali tracciati consentono una suggestiva passeggiata vista mare lungo le dune sabbiose, ma anche un percorso ginnico.
Il progetto ha visto infine, in entrambi i comuni, l’affissione di bacheche riportanti notizie informative sul sito, le sue caratteristiche, la flora e la fauna presenti e la opportuna segnaletica: tutta la cartellonistica è in legno, come tutti gli altri arredi.
Accanto agli interventi materiali, si è portata avanti una fase non meno importante di promozione “dolce” del sito, attraverso l’integrazione con le particolarità locali (estuario, agricoltura, flora e fauna di interesse), per portarlo a divenire nel breve/medio termine meta di turismo naturalistico ed ambientale sostenibile.
Il SIC, in ogni modo, non deve essere considerato separatamente da tutta l’area a cui appartiene: la visibilità deve essere data ad un territorio “allargato”che nel suo insieme già offre, ma in maniera disorganica e poco integrata, cultura, natura, gastronomia.
È in quest’ottica, come tassello di un territorio vasto composto da diverse emergenze, culturali (ad esempio, gli scavi archeologici di Paestum ed il Museo Nazionale) che il SIC deve essere considerato e visto, ed in questa ottica reso visibile, almeno nel breve termine, per usare le strutture di prossimità.
Gli interventi immateriali realizzati dalle amministrazioni di Capaccio ed Eboli sono andati in questa direzione, con azioni strategicamente pensate ed integrate fra loro, coerenti con la proposta materiale e con gli obiettivi prefissati.
Innanzitutto si è curata la realizzazione di materiale informativo e pubblicitario, realizzando una brochure informativa del territorio, con la previsione di tre itinerari:
- itinerario ambientale;
- itinerario storico-culturale;
- itinerario enogastronomico.
I primi due sono distinti per Capaccio e per Eboli, presentando i due comuni emergenze naturali e luoghi d’interesse tanto numerosi da dover essere trattati separatamente; per quanto riguarda il patrimonio dell’enogastronomia, invece, si è voluto unire i due territori per via di una risorsa comune, la mozzarella, presentando un unico “itinerario del gusto”, indicando nel contempo le strutture ricettive dove soggiornare o ristorarsi.
Parallelamente, si è proceduto all’ingresso in un network fra aree protette per aumentare la visibilità del territorio ed acquisire e condividere competenze e best practices. Prima di ciò, è stata condotta un’analisi di benchmarking, finalizzata proprio all’identificazione di aree con caratteristiche e progettualità simili al nostro SIC, in modo da condividere idee, programmi e strategie di successo finalizzati ad uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.
La misura 1.9 del POR Campania 2000-2006
Le finalità del progetto sono pienamente coerenti con l’obiettivo globale e specifico dell’Asse I – Risorse naturali del Por Campania e della misura 1.9.
L’obiettivo globale d’asse infatti mira a:
“Creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile; rimuovere le condizioni di emergenza ambientale; assicurare l’uso efficiente e razionale e la fruibilità di risorse naturali riservando particolare attenzione alla tutela delle coste; adeguare e razionalizzare reti di servizio per acqua e rifiuti; garantire il presidio del territorio, a partire da quello montano, anche attraverso le attività agricole; preservare le possibilità di sviluppo nel lungo periodo e accrescere la qualità della vita”.
L’obiettivo specifico d’asse mira a:
“migliorare la qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone il degrado/ abbandono ed accrescendone l’integrazione con le comunità locali in un’ottica di tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di attività connesse, come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo locale”.
La misura 1.9 “Recupero, valorizzazione e promozione del patrimonio storico culturale, archeologico, naturale, etnografico e dei centri storici delle aree protette e dei parchi regionali e nazionali”, coerentemente con gli obiettivi dell’asse di riferimento punta alla “valorizzazione delle aree naturali protette non incluse nel territorio dei Parchi nazionali e regionali, attraverso la promozione di processi di sviluppo sostenibile basati sulla conservazione delle risorse naturali, atti a costituire le condizioni di base necessarie allo sviluppo di microfiliere imprenditoriali locali, nonché per sviluppare ed implementare modelli gestionali delle risorse naturali con forte indotto occupazionale anche con l’obiettivo di promuovere la domanda di turismo verde e dei prodotti tipici locali”.
La proposta progettuale presentata dalle amministrazioni convenzionate, coerentemente con gli obiettivi di Asse e di Misura suddetti, ha come obiettivo generale quello di “sviluppare azioni coerenti con la vocazione naturale del territorio sulla base della valorizzazione delle risorse endogene”
L’obiettivo globale che facilita il raggiungimento dell’obiettivo generale, coerente con la natura della direttiva Habitat grazie alla quale il territorio in esame è stato riconosciuto di interesse comunitario per la rispondenza a determinati criteri di rispetto ambientale, è: “conservare e recuperare il sito e promuoverlo dolcemente, tenendo conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità locali”.
A sua volta il raggiungimento dell’obiettivo globale e conseguentemente del generale è raggiungibile grazie al perseguimento dei seguenti obiettivi specifici:
- Recupero e conservazione ambientale del sito;
- Migliorare la fruibilità del territorio favorendone una accessibilità controllata;
- Favorire azioni di visibilità e di promozione dell’area.
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