Itinerario Ambientale Eboli
Il territorio del comune di Eboli si estende per circa 137 kmq, cambiando continuamente paesaggio: dalla collina si scende ai delicati ecosistemi costieri, attraversando l’ampia pianura del Sele con i suoi canali irrigui ed un sistema produttivo agricolo tra i più progrediti d’Europa; la fascia litoranea, ambiente affascinante e fragile, si estende per circa 8 Km di costa; infine, il fiume Sele, elemento generatore della piana, protagonista della storia e della geografia di questo territorio.
Il punto di partenza dell’itinerario proposto è il Sito di Interesse Comunitario IT 8050010 “Fasce litoranee a destra e sinistra del fiume Sele”. Adiacente a tale area è situata la masseria “Casina Rossa” di proprietà del Comune di Eboli, presto adibita a Centro di Formazione Ambientale; l’Amministrazione Provinciale di Salerno, infatti, sta terminando i lavori di recupero e rinatularizzazione del tratto pinetato per riproporre l’ambiente naturale costiero oggi scomparso, in uno con la creazione di uno stagno retrodunale dove gli uccelli non stanziali possano trovare riparo nelle loro lunghe migrazioni. A breve, la designazione di idonei tracciati consentirà l’accesso a gruppi di visitatori delle aree destinate alla fruizione dell’habitat naturale. Completa l’offerta naturalistica un vivaio forestale costituito da una serra di circa 300 mq e da un ombraio di circa 600 mq. Tale vivaio offrirà la produzione di semi o parti di piante di specie psammofite colonizzanti, indispensabili per il modellamento della duna, oltre alla produzione di arbusti, di cespugli sclerofilli e di latifoglie.
Lasciata quest’area, suggeriamo una passeggiata, da farsi in auto o in bicicletta lungo la pista ciclabile, in direzione Capaccio sino alla foce del Sele. Di qui una seconda pista ciclabile, lunga circa 9 chilometri, costeggia il fiume in un percorso di grande fascino: la pista taglia in due le terre contese tra l’Istituto Universitario L’Orientale di Napoli ed il Comune di Eboli, sfiorando un complesso rurale che ospita la cappella di Santa Cecilia, da cui prende il nome questa località, per giungere alla Chiesa di San Vito al Sele, e di qui sbucare sulla SS 18. Imboccata la strada statale in direzione Capaccio, superato il cavalcavia sulla ferrovia, il secondo accesso privato sul lato sinistro della carreggiata ci conduce in un’area attrezzata con capanni per l’avvistamento degli uccelli nel pieno della Zona a Protezione Speciale “Medio corso del Fiume Sele - Persano”, anch’essa ricadente nella Riserva Naturale Regionale Foce Sele-Tanagro.
Questi luoghi sono elemento di unione tra il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed il Parco Regionale dei Monti Picentini: il Sele, infatti, nasce sui Monti Picentini e sfocia nel Golfo di Salerno, entrando in contatto con il Cilento tramite il Calore, mentre attraverso il Tanagro bagna il Vallo di Diano. Nei periodi migratori, qui è possibile avvistare l’airone rosso, l’airone cinerino, il rarissimo airone bianco, il martin pescatore, la gru, la pavoncella e il beccaccino. Per la fauna avicola, sono presenti il nibbio bruno, il nibbio reale, la poiana, il gheppio l’allocco, il falco di palude, il barbagianni e la civetta; lungo le sponde del fiume, sono comuni il picchio rosso maggiore, la cinciallegra ed il fringuello. Ricca anche la vegetazione dell’area, prevalentemente costituita da foreste a galleria di salice, pioppo bianco, cannuccia, giunco da corde e papavero cornuto. Nell’alveo fluviale la vegetazione elofitica è rappresentata da coltellaccio, giunco da corde e Typha; i boschi riparali sono formati da cenosi arboree quali il salice bianco e il pioppo nero. L’area attrezzata è aperta alle escursioni tutti i giorni feriali dalle 7.00 alle 15.00, ma per maggiore sicurezza è sempre consigliato contattare preventivamente il Comune di Eboli.
Ritorniamo sulla SS 18 in direzione Battipaglia e, alla rotatoria di Santa Cecilia, dirigiamoci verso il centro cittadino di Eboli percorrendo la SP 30; giunti in località Angona, imboccata una piccola rotatoria, suggeriamo di svoltare a destra per raggiungere l’area naturale di San Miele. Qui, tra il verde degli alti salici ed i pioppi, possiamo osservare gli uccelli che nidificano: il merlo, l’upupa, il cardellino, mentre nelle pozze si concentrano gli anfibi (rane, rospi, bisce, etc).
Ritornati sulla SP 30, dirigiamoci verso Eboli: il nucleo medievale è ben visibile già a diversi chilometri di distanza con l’antico municipio, che domina tutta la piana. Alle spalle del centro antico scorgiamo la collina di San Donato, in pieno Parco Regionale dei Monti Picentini: esteso su circa 65.000 ettari, è attraversato da numerosi corsi d’acqua ed ospita un patrimonio faunistico ricco di mammiferi, roditori, uccelli e rettili. Vari i boschi di latifoglie con roverella, cerro ed acero ed i prati arbustivi con ginestre, biancospino, lentisco.
Giunti al centro di Eboli dopo aver percorso tutto il viale Amendola, svoltando a sinistra lungo via Matteo Ripa consigliamo una visita al Parco naturale comunale di San Donato, cui si accede percorrendo Salita Ripa in direzione Olevano sul Tusciano; il parco si estende per circa 25 ettari ed è così chiamato in omaggio all’antica chiesetta di San Donato, di cui il 7 Agosto si celebra la ricorrenza. Poco distante, un’area pinetata attrezzata per pic-nic con tavoli, panche e divertimenti vari.
Sono molti i sentieri che possono essere percorsi nell’area del Parco dei Monti Picentini. Proprio al termine della Salita Ripa, in corrispondenza del serbatoio dell’Ermice, prende il via il “Percorso dei mulini” così chiamato per la presenza di mulini e frantoi, antichi insediamenti industriali di Eboli; il sentiero è lungo 358 m e raggiunge una quota massima di 179 m. Tale sentiero è integrato con il “Percorso dell’Acropoli” (1.190 m), che si inerpica verso la collina di Montedoro, interessando un’area di circa 17 ettari, raggiungendo una quota massima di 307 m. Infine, collegato al percorso dell’Acropoli, troviamo il Sentiero San Donato, in parte asfaltato e in parte sterrato che raggiunge la quota massima di 450 m fino a sbucare nell’omonimo parco comunale.













