Evento Promozione Sic

1 Aprile 2008

Inaugurazione Opere Sic

1 Aprile 2008

Presentazione Ufficiale e Inaugurazione Area Sic

1 Aprile 2008

Conclusione Lavori Sic

14 Dicembre 2007

Kit Turistico Sic

6 Dicembre 2007

Presentazione Logo Sic

19 Novembre 2007
 

 

Itinerario Storico Eboli

Collocata ai piedi dei Monti Picentini, con la costa bagnata dalle acque del mare Tirreno, avamposto della civiltà nel celebre romanzo di Carlo Levi, Eboli ha origini antichissime. Eburum per i romani, Evoli nel Medioevo, la città è ricca di tesori d’arte ben visibili già a due passi dalla centralissima Piazza della Repubblica, nella chiesa di Santa Maria della Pietà, lì dove un tempo sorgeva l’antica Porta di Santa Caterina. Costruita nel XII secolo, l’edificio, ad un’unica navata coperta con volta a botte, ospita un gruppo ligneo raffigurante la Pietà collocato sull’altare maggiore, opera del 1702 realizzata da Giacomo Colombo; di fronte, la piccola chiesa di San Giuseppe sul cui marciapiede sono incastonati gli stemmi delle famiglie nobiliari abolitane e, risalendo Corso Umberto I, la chiesa di San Nicola (XII sec.), sede di opere di pregevole fattura come i dipinti su tela, di autori ignoti, raffiguranti San Gaetano de Thiene (XVIII sec.) e l’Educazione di Maria Vergine (XVIII sec.); le acquasantiere in marmi policromi furono scolpite nel 1751. Su piazza San Nicola affaccia il palazzo rinascimentale della famiglia Corcione, con il portale ad arco in pietra e lo stemma recante due leoni. Poco distante, percorrendo Via Vacca, il magnifico palazzo settecentesco della famiglia Romano Cesareo; di origine medioevale, conserva quasi inalterati i caratteri stilistici del XVIII secolo, ben visibili sul portale in pietra modanata. Poco più innanzi, in Largo Caravita, sorge la piccolissima chiesa di San Biagio, e, superato il ponte, su per Via Sant’Antonio, giungiamo al convento della Ss. Trinità (chiesa di Sant’Antonio), attualmente sede del Liceo Artistico “Carlo Levi”. Già parrocchia nel 1309, la chiesa a tre navate presenta un particolarissimo pavimento maiolicato di scuola vietrese; all’interno si può ammirare un dipinto del pittore ebolitano Giovanni Luca de Luca, che raffigura la “Vergine con bambino” (1574). Opera di gran pregio, inoltre, è l’organo (1768) in legno policromo scolpito, attribuito a Diego Forte di Sicignano. Tornando indietro su Via Vacca, all’altezza di Palazzo Romano Cesareo, ci inoltriamo in Vico IV Rua sino a Piazza Porta Dogana, un tempo sede degli uffici baronali e degli agenti del feudatario. Dalla piazza notiamo Palazzo Paladino - La Francesca e Palazzo Campagna, con gli splendidi portali in pietra ed i caratteristici stemmi nobiliari. Nel punto più alto, il Castello Colonna (XI sec.), domina la piana: restaurato nel XV secolo per volere di Antonio Colonna, nipote del Papa Martino V, ha pianta irregolare e quattro torri, due normanne a forma quadrilatera e due sveve a forma cilindrica. Oggi sede di un istituto detentivo per minori, al suo interno è possibile ammirare la chiesetta di San Marco, riccamente affrescata. Dai piedi del Castello, via Santa Sofia ci conduce sino al santuario di SS. Cosma e Damiano ed alla chiesa omonima, risalente all’anno 1000, opera di una colonia di origine greca. Il santuario, edificato negli anni cinquanta per ospitare le migliaia di pellegrini che ancora oggi vi si recano nel giorno della festa dei santi medici (27 settembre), ospita all’interno due tele pregiate: una “Immacolata” di Giovanni Bernardo Lama del XVI secolo e una “Deposizione” di scuola siciliana del 1700. A poca distanza sorge l’antica abbazia normanna di San Pietro alli Marmi, con l’annessa chiesa, edificata presumibilmente nel XII secolo. Il complesso conventuale si sviluppa intorno ad un chiostro a forma quadrata e si articola su tre livelli. La basilica a tre navate si ispira all’arte normanna, con numerose monofore in pietra traforata; nella cripta di forma rettangolare, con tre absidi che corrispondono a quelli della basilica superiore, è custodito il corpo di San Berniero (compatrono di Eboli). Ridiscendendo Via Santa Sofia, è d’obbligo una sosta presso la chiesa di Santa Maria ad intra (1236) che presenta al suo interno, sulla parete laterale destra, un affresco del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino con San Michele Arcangelo; particolarmente interessante è il campanile con un bassorilievo marmoreo raffigurante il Padre Eterno con in mano il globo terracqueo. Di fianco alla chiesa sorge il palazzo nobiliare della famiglia Martucci, edificio a pianta irregolare, con cortile interno, del XV secolo. Di qui, una caratteristica stradina ci conduce fino al monastero e chiesa di Sant’Antonio de Vienne (XIV sec.) che ospita l’ordine delle monache di clausura benedettine: antica scuola di ricamo e luogo di produzione di miele, dolci ed ostie, la chiesa in stile tardo barocco si presenta ad un’unica navata. In fondo alla stessa è situato l’altare maggiore in marmo policromo su cui troneggia un dipinto del ‘700 raffigurante “L’incoronazione della Vergine”. Poco distante dal monastero delle benedettine, il palazzo cinquecentesco del nobile ebolitano Pacilio De Consulibus, erario del principe di Eboli. Siamo così in Via Attrizzi, una delle strade più care agli ebolitani, su cui affaccia il palazzo della famiglia Novella, anch’esso risalente al cinquecento. Di fronte troviamo Palazzo Maglione e, proseguendo per l’omonima strada, incontriamo un caratteristico arco gotico del XIII secolo sorto su quella che un tempo era una porta orlata. Viuzze e slarghi conducono al palazzo signorile della famiglia La Francesca dove soggiornò Giuseppe Garibaldi nel corso della sua marcia verso Napoli. Seguendo Via La Francesca, prima di arrivare in Piazza Porta Dogana, svoltiamo a destra in via San Francesco; passando sotto un arco giungiamo all’antica chiesa di San Lorenzo originaria dell’XI secolo, oggi riconvertita in auditorium. Qui e nel vicino chiostro del convento di San Francesco si tiene, nel mese di luglio, il concorso lirico “Vissi d’arte”, fiore all’occhiello dell’offerta culturale del comune di Eboli. Il complesso conventuale di San Francesco d’Assisi, in uno con la chiesa adiacente, risale al 1286 ed è uno dei primi insediamenti francescani storicamente documentati. La chiesa, costruita in stile gotico con facciata a capanna compatta, presenta un affresco esterno cinquecentesco raffigurante, tra gli altri, San Francesco. In fine marmo policromo è l’altare maggiore della prima metà del XVIII secolo della grande tradizione barocca mediterranea; dietro di esso, di notevole interesse scultoreo, è il Tabernacolo del XV secolo di Jacopo della Pila, un tempo utilizzato per l’Eucarestia. Il complesso ospita anche il Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della Media Valle del Sele, che raccoglie i reperti, prevalentemente corredi tombali, provenienti dal centro antico di Eboli. Nell’atrio è collocata la Lapide Eburina (183 d.C.) che ci ricorda che Eburum aveva lo statuto di Municipium. Discendendo il III Vico Posterla, lungo i ripidi scalini di Via Scalelle che conducono su Corso Umberto I, ritorniamo in Piazza della Repubblica, luogo ideale per ristorarsi o sostare lungo le principali arterie del centro cittadino. Da non perdere una visita alla bottega, in Corso Garibaldi, del Maestro orafo Rosmundo Giarletta, Cavaliere dell’Arte e della Cultura del Principe Ranieri III di Monaco. Le sue bellissime creazioni, frutto di una tecnica brevettata unica al mondo - il nido d’ape figurativo - sono realizzate utilizzando esclusivamente un archetto da traforo, sapientemente maneggiato per tradurre in oro e pietre preziose i luoghi del Grand Tour. Celebri in tutto il mondo alcune sue opere come il “Parsifal“, dove racconta del magico giardino di Klingsor, visto da Wagner nel visitare Villa Rufolo a Ravello e “La Scafa” - ossia il barcone che attraversando il fiume Sele portava i viaggiatori del Grand Tour verso le rovine di Paestum - immagine tratta del dipinto “Traghetto sul fiume Sele”, opera del vedutista Philip Hackert commissionatagli da Re Ferdinando IV di Borbone per la Reggia di Caserta. Paesaggi che il visitatore può ammirare dal vivo percorrendo la strada provinciale 30 lungo la piana del Sele ed i suoi antichi insediamenti: Eboli, infatti, oltre al centro storico, offre numerose masserie e chiese rurali, testimonianza della civiltà contadina, come la chiesa di San Vito al Sele, in località Santa Cecilia, edificata intorno all’anno 1000. Raro esempio di luogo di culto in perfetta armonia con la natura circostante, la chiesa, danneggiata dal sisma del 1980, è stata restituita alla comunità nel 2001. Oggi vi si celebra la messa ogni sabato, unico giorno in cui è aperta al pubblico, oltre che nel giorno di festa del Santo (15 giugno).

Comune di Capaccio Comune di Eboli Regione Campania Unione Europea
Polis
Fasce litoranee a destra e a sinistra del fiume Sele.
SIC IT 8050010. Misura 1.9. POR Campania 2000-2006